Bando Fotovoltaico Sud 2026: 262 Milioni per le Imprese – Guida Completa

Se hai un’impresa nel Mezzogiorno e stai ancora pagando bollette da capogiro, probabilmente ti sei già chiesto: “C’è un modo per produrre energia in autonomia senza spendere un patrimonio?” La risposta è sì, e si chiama Bando Fotovoltaico Sud 2026.

Con 262 milioni di euro messi sul piatto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), questa misura rappresenta un’opportunità concreta per abbattere i costi energetici, diventare più competitivi e cavalcare la transizione ecologica. Ma c’è un “però”: le domande si possono presentare solo fino al 3 marzo 2026. E con risorse limitate e procedure competitive, chi si muove ora ha un vantaggio enorme.

In questo articolo ti spiego tutto quello che devi sapere: chi può partecipare, quanto puoi ottenere, quali spese sono coperte e come presentare domanda senza errori. Perché un’occasione del genere non capita tutti i giorni.


Cos’è il Bando Fotovoltaico Sud 2026

Il Bando rientra nell’Azione 2.2.1 del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività (PN RIC) 2021-2027 ed è gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per conto del MASE. L’obiettivo? Sostenere le imprese del Mezzogiorno che vogliono installare impianti fotovoltaici o termo-fotovoltaici destinati all’autoconsumo, con o senza sistemi di accumulo elettrochimico.

Non si tratta di un prestito agevolato o di uno sconto fiscale. Qui parliamo di contributi a fondo perduto: soldi veri che non devi restituire, a patto di rispettare i requisiti e completare il progetto nei tempi previsti.

Perché è importante per le imprese del Sud

Le aziende delle regioni meno sviluppate d’Italia – Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia – spesso si trovano a fronteggiare costi energetici più alti rispetto al resto del Paese. Questa misura punta a colmare il gap competitivo, permettendo alle imprese di produrre energia pulita in loco e ridurre la dipendenza dalla rete.

Il bando premia soprattutto micro e piccole imprese: il 60% delle risorse è riservato alle PMI, di cui almeno un quarto destinato alle realtà più piccole. Tradotto: se hai una piccola azienda artigiana o industriale, le tue probabilità di ottenere il contributo aumentano sensibilmente.


Chi Può Partecipare al Bando

Possono accedere alle agevolazioni imprese di qualsiasi dimensione – micro, piccole, medie e grandi – che abbiano:

  • Un’unità produttiva localizzata in aree industriali, produttive o artigianali
  • La sede operativa in Comuni con più di 5.000 abitanti
  • L’unità situata in una delle 7 regioni ammesse: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia

Sono ammesse anche le reti di imprese dotate di soggettività giuridica.

Esclusioni importanti

Non possono partecipare:

  • Imprese del settore carbonifero
  • Aziende della produzione primaria agricola (per queste esiste il Bando Parco Agrisolare)
  • Settori della pesca e acquacoltura

Se la tua impresa rientra in uno di questi settori, il bando non fa per te. Ma non disperare: esistono altri incentivi dedicati, come il Facility Parco Agrisolare 2026 con 789 milioni di euro per le aziende agricole.


Quali Interventi Sono Ammessi

Gli investimenti agevolabili riguardano esclusivamente:

  1. Impianti fotovoltaici nuovi per autoconsumo immediato
  2. Impianti termo-fotovoltaici (che producono energia elettrica e calore)
  3. Sistemi di accumulo elettrochimico (batterie), integrabili con gli impianti sopra
  4. Potenziamento di impianti fotovoltaici esistenti (ampliamento della potenza)

La potenza nominale dell’impianto deve essere tra 10 kW e 1.000 kW (1 MW). Gli impianti vanno installati sulle coperture degli edifici esistenti dell’unità produttiva o su strutture pertinenziali funzionalmente connesse.

Cosa NON puoi fare con il bando

  • Installare solo sistemi di accumulo senza impianto fotovoltaico
  • Fare revamping completo di impianti già esistenti (sostituzione integrale)
  • Realizzare impianti a terra o su terreni agricoli
  • Utilizzare locazione finanziaria (leasing) o noleggio operativo per acquistare i beni

Un dettaglio tecnico importante: l’energia prodotta in eccesso e non autoconsumata dev’essere ceduta gratuitamente al GSE per 20 anni. Non puoi quindi rivenderla sul mercato libero.


Quanto Puoi Ottenere: Percentuali di Contributo

Le agevolazioni vengono erogate sotto forma di contributo in conto impianti. L’intensità del contributo varia in base alla dimensione dell’impresa e al tipo di intervento:

Fotovoltaico standard

  • Piccole imprese: 58%
  • Medie imprese: 48%
  • Grandi imprese: 38%

Termo-fotovoltaico

  • Piccole imprese: 65%
  • Medie imprese: 55%
  • Grandi imprese: 45%

Sistemi di accumulo

  • Piccole imprese: 58%
  • Medie imprese: 48%
  • Grandi imprese: 38%

Maggiorazioni premiali

Puoi ottenere percentuali ancora più alte se:

  • Utilizzi moduli fotovoltaici certificati iscritti nel Registro ENEA (categorie B o C): +5%
  • Possiedi la certificazione ISO 50001 (gestione dell’energia): +2%

Esempio concreto: una piccola impresa con certificazione ISO 50001 che installa un impianto fotovoltaico con moduli certificati può arrivare fino al 65% di contributo (58% + 5% + 2%).


Spese Ammissibili: Cosa Puoi Finanziare

Le spese coperte dal contributo includono:

  • Acquisto, trasporto e installazione dei pannelli fotovoltaici/termo-fotovoltaici
  • Acquisto e installazione dei sistemi di accumulo (batterie)
  • Componenti dell’impianto (inverter, strutture di sostegno, quadri elettrici)
  • Connessione alla rete elettrica nazionale
  • Messa in esercizio dell’impianto
  • Opere civili strettamente necessarie (es. rinforzi strutturali per le coperture)

Limiti e vincoli

  • Tutti i beni devono essere nuovi di fabbrica
  • I pagamenti devono essere tracciabili (bonifici bancari, RI.BA.)
  • Le spese singole inferiori a 500 euro (IVA esclusa) non sono ammissibili
  • Esistono limiti massimi di costo per kW installato e per kWh di accumulo

Le FAQ recenti del MASE hanno chiarito alcuni punti delicati:

  • Moduli fotovoltaici: sono ammessi anche quelli non prodotti in UE, ma le premialità si applicano solo ai modelli censiti nel registro ENEA
  • Pensiline fotovoltaiche: ammissibili, ma solo i costi della copertura fotovoltaica (non la struttura portante)
  • Leasing e noleggio operativo: esclusi in ogni forma (lease-back, sale and lease-back)

Come Presentare Domanda: Procedura e Scadenze

Le domande vanno presentate esclusivamente online tramite il Portale PNRIC-FTV del GSE, accessibile dall’Area Clienti.

Date da segnare in agenda

  • Apertura: 3 dicembre 2025, ore 10:00
  • Chiusura: 3 marzo 2026, ore 10:00

Hai quindi circa 3 mesi per preparare e inviare la domanda. Ma non aspettare l’ultimo momento: con risorse limitate e valutazione comparativa, prima invii (e meglio strutturi il progetto), più possibilità hai di rientrare in graduatoria.

Documentazione necessaria

Insieme alla domanda dovrai allegare:

  • Relazione tecnica asseverata da tecnico abilitato
  • Asseverazione dei dati di bilancio della società
  • Dichiarazioni sul possesso dei requisiti
  • Polizza assicurativa catastrofale (con eccezioni per micro e piccole imprese, vedi sotto)

Novità importante sulle polizze catastrofali

Le micro e piccole imprese di alcuni settori (es. somministrazione alimenti, turismo-ricettivo) beneficiano della proroga al 31 marzo 2026 per la stipula delle polizze catastrofali. Per queste aziende non serve allegare la polizza in fase di domanda, ma una DSAN (Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà) fornita dal GSE che attesta i requisiti per la proroga.

Tutte le altre imprese – incluse micro e piccole fuori dai settori agevolati – devono invece rispettare l’obbligo assicurativo già dal 1° gennaio 2026.


Come Funziona la Selezione delle Domande

Il bando utilizza una procedura valutativa comparativa: tutte le domande presentate entro la scadenza vengono valutate e ordinate in graduatoria in base a criteri tecnici, impatto ambientale e coerenza con gli obiettivi del programma.

I progetti migliori – quelli con punteggio più alto – vengono finanziati fino a esaurimento delle risorse.

Consigli pratici per aumentare le probabilità

  1. Cura la relazione tecnica: deve essere dettagliata, chiara e ben asseverata
  2. Punta sulle premialità: usa moduli certificati ENEA e ottieni la ISO 50001 se possibile
  3. Dimensiona correttamente l’accumulo: la capacità dev’essere tale che l’autoconsumo non superi il 90% della produzione totale
  4. Presenta tutti i documenti richiesti: una domanda incompleta può essere esclusa
  5. Anticipa i tempi: non aspettare l’ultimo giorno per caricare la domanda

Errori da Evitare Assolutamente

Negli anni passati, molte imprese sono state escluse da bandi simili per errori evitabili. Ecco i più comuni:

1. Localizzazione non idonea

L’unità produttiva deve trovarsi in un’area industriale, produttiva o artigianale classificata come tale dal Comune. Non basta avere un capannone: verifica la zonizzazione urbanistica prima di presentare domanda.

2. Popolazione del Comune inferiore a 5.000 abitanti

Se la tua azienda è in un piccolo centro, sei fuori. Controlla i dati ISTAT aggiornati sulla popolazione residente.

3. Spese sostenute prima della domanda

Puoi acquistare i beni solo dopo aver presentato la domanda. Se compri i pannelli prima, quelle spese non sono ammissibili.

4. Impianto a terra o su terreno agricolo

Il bando copre solo installazioni su edifici esistenti o strutture pertinenziali. Gli impianti a terra sono esclusi.

5. Revamping totale di impianti vecchi

Puoi potenziare un impianto esistente, ma non sostituirlo completamente. Il revamping integrale non è ammesso.


Tempistiche di Realizzazione del Progetto

Una volta ottenuto il contributo, avrai 24 mesi dalla comunicazione di concessione per completare tutti i lavori e rendicontare le spese. Questo include:

  • Acquisto e installazione dell’impianto
  • Collaudo e messa in esercizio
  • Connessione alla rete GSE
  • Invio della documentazione finale

Rispettare le scadenze è fondamentale: ritardi o mancati adempimenti possono comportare la revoca totale o parziale del contributo.


Alternative e Cumulo con Altri Incentivi

Il contributo del Bando Fotovoltaico Sud non è cumulabile con altri aiuti di Stato sulle stesse spese ammissibili. Quindi se stai già beneficiando del Superbonus o di agevolazioni regionali per lo stesso impianto, non puoi accedere anche a questo bando.

Esistono però altre misure parallele che potrebbero interessarti:

Facility Parco Agrisolare 2026

Per le imprese agricole: 789 milioni di euro, contributi fino all’80%, riservati al settore primario. Se hai un’azienda agricola, zootecnica o agroindustriale, questo bando potrebbe essere più vantaggioso.

Conto Termico 3.0

Incentivi per impianti di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili. Può essere cumulato se gli interventi riguardano tecnologie diverse.

Transizione 5.0

Piano da 4,3 miliardi per digitalizzazione e decarbonizzazione. Include fotovoltaico per autoconsumo, ma solo se parte di un progetto di innovazione più ampio con acquisto di beni strumentali 4.0.

Bandi regionali

Alcune Regioni (Lazio, Sardegna, Emilia-Romagna, Lombardia) hanno bandi locali cumulabili per efficientamento energetico e riduzione consumi. Verifica sul sito della tua Regione.


Vantaggi Concreti per la Tua Impresa

Partecipare al Bando Fotovoltaico Sud 2026 non significa solo “prendere un contributo”. Significa investire nel futuro della tua azienda con vantaggi reali e misurabili:

1. Abbattimento dei costi energetici

Con l’autoconsumo puoi ridurre la bolletta elettrica fino al 70-80%. In un contesto di prezzi energetici volatili, questa stabilità è oro.

2. Indipendenza energetica

Meno dipendi dalla rete, meno subisci gli aumenti. E se integri un sistema di accumulo, puoi usare l’energia anche di sera o nei giorni nuvolosi.

3. Vantaggio competitivo

Un’azienda che produce energia pulita è più attraente per clienti, fornitori e investitori. La sostenibilità non è più un “plus”, è un requisito.

4. Ritorno economico rapido

Con contributi fino al 65%, il tempo di ammortamento dell’impianto si riduce drasticamente. In molti casi, recuperi l’investimento in 3-5 anni.

5. Valorizzazione dell’immobile

Un capannone con impianto fotovoltaico vale di più sul mercato. Se un domani dovessi vendere o affittare, l’impianto è un asset concreto.


FAQ: Domande Frequenti sul Bando

Posso presentare più domande per diverse unità produttive? Sì, ma ogni domanda deve riguardare un’unità produttiva diversa. Per la stessa unità puoi presentare una sola richiesta.

L’IVA è una spesa ammissibile? Dipende. Se la tua impresa non può detrarre l’IVA, allora è ammissibile. Se invece puoi scaricarla, l’IVA non rientra tra le spese incentivabili.

Cosa succede se non completo i lavori entro 24 mesi? Puoi richiedere una proroga motivata al GSE. Ma se non la ottieni (o non la chiedi) rischi la revoca del contributo.

Posso installare anche colonnine di ricarica per veicoli elettrici? No, le colonnine non rientrano tra le spese ammissibili in questo bando. Ma potrebbero esserlo in altre misure (es. bandi regionali).

Se ho già un impianto fotovoltaico, posso comunque partecipare? Sì, se fai un potenziamento (aggiungi nuova potenza). Ma non puoi sostituire integralmente l’impianto esistente.


Conclusione: È il Momento di Agire

Il Bando Fotovoltaico Sud 2026 rappresenta una finestra di opportunità che non durerà per sempre. Con 262 milioni di euro a disposizione e contributi che possono coprire fino al 65% dell’investimento, il momento per muoversi è adesso.

Non si tratta solo di installare pannelli sul tetto. Si tratta di ripensare il modo in cui la tua impresa consuma e produce energia, rendendola più competitiva, sostenibile e resiliente di fronte alle sfide future.

Hai tempo fino al 3 marzo 2026. Ma con una procedura comparativa e risorse limitate, aspettare significa rischiare di restare fuori. Le imprese che si muovono ora – preparando una domanda solida, curando la documentazione e scegliendo fornitori affidabili – avranno un vantaggio enorme.

Se hai dubbi su requisiti, documentazione o iter tecnico, ti consiglio di rivolgerti subito a un consulente energetico o a un progettista esperto in incentivi. Investire qualche ora (e qualche euro) nella fase preliminare può fare la differenza tra ottenere il contributo o vederselo sfuggire.

Il futuro dell’energia è qui. E il Sud Italia ha tutto per diventare protagonista della transizione ecologica. Non lasciartelo scappare.


VUOI
MAGGIORI
INFORMAZIONI?

Contattaci Ora!